|
|
|
|
|
 |
| Presentazione
| Biografia |
Scritti
| Liturgia
| Galeria fotografica |
 |
|
 |
|
LA VITA: UN DONO |
|
 |
|
Dono
di Dio per i suoi genitori: Don José Maria Maria
López e Donna Nicolasa Vicuña… Era primavera. In
questo tempo, in questa primavera del 1847, il 22
marzo a Cascante, Navarra in una famiglia
profondamente cristiana, riceve il dono della vita
Vincenza Maria e lei stessa è un dono…
|
| |
|
L’INIZIO DI UN CAMMINO
|
|
 |
|
Vivevano a Cascante Don José Maria Garcìa,
sacerdote al quale la famiglia chiamava “il signor
zio Don Joaquìn” e Donna Domenica Vicuña, sorella
della madre di Vincenza Maria che si prendeva cura
dello zio, tutte e due erano padrini di battesimo
della bimba, che le fu amministrato 16 ore dopo la
nascita, il giorno 23 marzo. Entrambi assumono molto
responsabilmente il loro compito cristiano di
padrini e influenzano fortemente il suo cammino
nella fede.
Con la
zia Domenica prende l’abitudine di pregare davanti
al Santissimo Sacramento, e fin da molto piccola
accompagna in chiesa “il signor zio” . Mentre questi
recita il breviario, lei passeggia da un lato
all’altro della chiesa, fissando l’attenzione
sull’immagine del Cristo flagellato, al quale
resterà devota per tutta la vita.
I suoi
genitori le dicono che il “signor zio” parla con
Dio. Lo loda, recita i Salmi per ringraziarLo e
benedirLo. Dio… sempre Dio come costante scenario di
fondo della sua vita… lei non comprende il
significato di queste cose. Però la sua vita si
apre, come un fiore, alla luce… un giorno saprà che
è Dio. |
| |
|
IL
PRIMO MAESTRO |
|
 |
|
È
intelligente, intuitiva, acuta nelle osservazioni,
tenace ed inquieta. E Don José Maria, che subito
comprende le potenzialità della bambina, vuole occuparsi
personalmente dell’educazione e della formazione di sua
figlia.
La fa
sedere su una seggiolina posta sul ripiano della sua
scrivania e, mettendosi davanti a lei, cerca i mezzi
più svariati per tenere desta la sua attenzione alle
lezioni che le impartisce.
Il binomio
padre-maestro sollecita in Vincenza Maria lo sviluppo di
una ricettività gioiosa e spontanea e l’aiuta a scoprire
il valore di quel metodo educativo individuale e
personalizzato, di cui farà largo uso nella sua missione
pastorale. |
| |
|
NUOVI
SENTIERI |
|
 |
|
Donna
Maria Eulalia, la zia tanto cara a Vincenza Maria, è una
dama dell’alta società di Madrid, sposata con Don Manuel
de Riega, cavaliere dell’ordine reale di Carlo III e
segretario onorario di sua Maestà. Il suo cuore,
generoso e sensibile ai bisogni degli altri, è sempre
pronto alla ricerca di soluzioni rivolte ad alleviare le
sofferenze degli “ultimi”. Suo fratello Manuel Maria
Vicuña, che ha consacrato la sua vita al servizio dei
poveri, la comprende benissimo ed incoraggia le sue
iniziative.
Appartiene
al gruppo dei fondatori della Congregazione della
Dottrina Cristiana, sorta a Madrid nel 1842:
un’associazione laica, i cui membri, animati da un
grande desiderio di apostolato, dedicano una parte del
loro tempo a visitare e ad insegnare il catechismo ai
bambini ammalati dell’Ospedale Generale prima, e più
tardi nell’Ospedale di San Giovanni di Dio. È in questo
Ospedale dove sentono la necessità di allargare il loro
campo di azione anche agli adulti.
Così Donna Maria Eulalia entra in
contatto con i bisogni della gioventù femminile, che
prende posto nel suo cuore. Sorgono in lei alcuni
interrogativi: Come aiutare le giovani che hanno bisogno
di tutto? Dove trovare un alloggio per accoglierle?
Quando…e con quali mezzi?
|
|
“AFFITTASI
APPARTAMENTO” |
|
 |
|
È
l’8 dicembre 1853. Donna Maria Eulalia, mentre
percorre la “Calle de Lucientes”, legge su un
cartello “Affittassi Appartamento”.
Immediatamente comprende che quello è il segno
di Dio che le mostra “dove comincerà la sua
opera”. Senza perdere tempo avvia le pratiche
per affittare l’appartamento. Firma il contratto
e colloca tre letti che vengono subito occupati
da tre ragazze dimesse dall’Ospedale, e contatta
anche una signora che si prenderà cura di loro.
La semplicità e le dimensioni
ridotte dell’appartamento, gli conferiscono
l’appellativo di “CASITA”, che sarà luogo di
incontro per le giovani; dove vengono accolte e
orientate, e poi sistemate presso famiglie
fidate |
 |
|
PRIMO INCONTRO
|
 |
|
Vincenza Maria ha solo 7 anni, è la prima volta
che lascia Navarra per andare a Madrid. Non può
ancora immaginare che è là che il Signore
l’attende e che Madrid e Cascante diventeranno,
nel tempo, i punti estremi di un cammino
disseminato di amore, di progetti, di prove.
Esperienze fondamentali per la sua vita.
Ma
questo ce lo dirà la storia. Per il momento,
l’itinerario dei nostri viaggiatori si conclude
con il felice incontro tra le due famiglie.
D’ora in poi la relazione zia-nipote sarà
contraddistinta da: affetto sincero,
comprensione reciproca, rispetto e confidenza. |
| |
|
A MADRID, PER
STUDIARE |
|
 |
|
Preparano il suo avvenire come un concerto a
quattro mani… Nelle lettere che si incrociano
tra Madrid e Cascante si parla esclusivamente
degli studi di Vincenza Maria. I suoi genitori e
i suoi zii desiderano per lei un’educazione
adeguata alla sua condizione sociale, che le
prepari un avvenire brillante. Il 24 dicembre
del 1857, Vincenza Maria lascia Cascante.
Il
suo arrivo riempie di gioia gli zii che hanno
tanto sognato questo momento, che hanno fatto
tanti progetti per lei. Si mettono alla ricerca
di un collegio per la piccola. Pensano dapprima
alla Visitazione… poi alle Carmelitane, ma
nessun collegio li soddisfa pienamente.
Finalmente, con l’accordo di tutti, decidono di
trovare dei professori di francese e di
pianoforte che possano impartire delle lezioni a
Vincenza Maria a casa degli zii.
La zia Donna Eulalia completerà
la formazione della nipotina mediante un orario,
nel quale, in ogni istante della giornata, trovi
spazio un’occupazione. Spera, di forgiare, in
questo modo, la volontà della piccola e di
abituarla a compiere il suo dovere con serietà e
responsabilità |
 |
|
UN
NUOVO GIORNO |
|
 |
|
Tra
i tredici e i quindi anni, Vincenza Maria si
addentra nell’avventura della vita. Vive
intensamente il risveglio dell’adolescenza,
scopre nuovi orizzonti. Una nuova linfa percorre
le sue vene.
Le sue relazioni
si moltiplicano considerevolmente a contatto con
le sue compagne di classe, dopo la decisione di
iscriverla al collegio di S. Luigi dei Francesi.
In questa nuova
primavera si trova di fronte a se stessa e vuole
entrare in contatto con gli altri. Esce da un
sogno ed entra in sintonia con un nuovo stile di
vita, con un nuovo genere di letture, più
romantico, più consono allo slancio che cresce
in lei e che le dona dinamismo. Considera la
vita bella, molto bella… Le piace curare il suo
aspetto e mostrare i suoi nuovi vistiti…Prova
passione per la lingua francese…
Il tempo passa.
Sono già tre anni che Vincenza Maria è a Madrid.
È giunta bambina, ora è una giovinetta e sente
il desiderio di rivedere i suoi genitori e stare
con loro per qualche tempo
|
|
ARCOBALENO |
|
 |
|
L’animo di Vincenza Maria,
brilla come un fascio di luce: un arcobaleno
colora ed avvolge la sua personalità. Il suo
gusto e il suo talento rivelano un temperamento
di artista. I pennelli, la penna, la musica,
l’arte drammatica le sono familiari. È molto
socievole e ha una gran capacità di relazione.
A Cascante cercava altri bambini
con cui condividere le sue esperienze, le sue
conoscenze… e a Madrid, oltre le amicizie del
collegio francese, le figlie di Lartiga ed altre
ragazze le sono amiche nel senso più vero del
termine perché le sue qualità e il suo cuore si
confanno ad una amicizia profonda.
AMICIZIA: che supera
l’incomunicabilità.
AMICIZIA: che ogni mattina offre
nuovi sentimenti gioiosi.
AMICIZIA: che si apre in ogni
istante al Signore, che la rende possibile.
AMICIZIA: infine, che dura
per sempre, perché non nasce né si alimenta di
valori effimeri, ma dell’essenziale. |
| |
|
IN LIBERTÀ |
|
 |
|
Verso i 15 anni un’aria nuova ,
pacata, soffia sulla vita di Vincenza Maria.
Siamo nel 1862, poco a poco si delinea il
profilo di una giovane ricca di valori, di
umanità, di comprensione, di semplicità… Di
sensibilità, prova un gran desiderio di fare il
bene e di impegnarsi al servizio degli altri.
Da questo momento si precisa in
maniera inequivocabile il coinvolgimento e
l’impegno cristiano della sua vita. La ricerca
costante di tutto ciò che piace a Dio, la
volontà di trovare la vocazione alla quale Egli
la chiama e soprattutto la sua sensibilità e la
sua delicatezza sono la tela di fondo di questi
momenti di felicità spirituale, di travaglio
interiore, …ed hanno come conseguenza una
GIOVANE :
LIBERA, con grandi
ideali.
SENSIBILE all’AMORE
E ALLA BELLEZZA CHE HA SCOPERTO INFINITI.
DISPONIBILE ad
accettare e realizzare la volontà di Dio, dove
le si manifesti.
Dai 15 ai 20 anni compie, con la
zia, frequenti e costanti visite all’Ospedale,
per collaborare con lei soprattutto nel lavoro
con le giovani. D’ora in poi, raggiunto un
accordo fra genitori e zii, Vincenza Maria
resterà a Madrid da ottobre a giugno e
trascorrerà le vacanze a Cascante. È in questo
periodo che organizza una scuola domenicale per
le ragazze povere e senza istruzione.
Semina instancabilmente… Cerca continuamente
tutte le soluzioni possibili per aiutare le
giovani |
|
|
|
NO
AL MATRIMONIO
|
|

|
|
A 19 anni, quando la sua formazione è completa e
la sua bellezza attira l'attenzione del Re
Francesco di Assisi, in visita a Cascante, i
suoi genitori pensano che giunto il momento di
raccogliere i frutti che hanno seminato con
tanti sacrifici. e presi dai loro sogni, vedono
Vincenza Maria sposata ad un grande e nobile
personaggio, degno del suo rango, padrona di
casa e madre di tanti bambini... Ci sono delle
lettere nelle quali Don José Maria esprime
chiaramente a sua figlia, il suo desiderio di
vedersi circondato da nipotini.
Ma lei non pronuncia una parola sul suo avvenire
e sulla sua scelta di vita;Non sembra
preoccupata di ciò che potrebbe accadere tra
qualche anno.
I suoi genitori, informati che molti giovani
desiderano sposare Vincenza Maria, ... bisogna
parlare con lei... D. José Maria confida la
missione a Donna Fernanda, una delle sue cugine.
Dª. Mª. Fernanda che la conosce bene... La
risposta non si fa attendere. La sua decisione è
gia presa. Ella le risponde con semplicità e
dolcezza: "zia cara, né con un Re, né con
un Santo". |
 |
|
L'ECO DELLA SUA VOCE |
 |
|
Vincenza Maria penetra profondamente nella vita
spirituale attratta da Dio stesso. Vive un
crescente processo di fedeltà basato sull'AMORE,
la DISPONIBILITÀ, e la FORZA DELLA PAROLA del
Signore.
Vincenza Maria è felice e si lascia condurre...
si abbandona. Ci sono ancora alcuni dettagli da
precisare: non sa né quando, né come si
realizzerà la sua vocazione; sa soltanto e con
chiarezza, che il SUO NOME È STATO PRONUNCIATO
DAL SIGNORE e che il SEGUIMI per lei, non è solo
un invito, ma una forza che la attira
irresistibilmente a LUI.
|
|
OBIETTIVO: “LA GIOVANE” |
 |
|
La constatazione delle
difficoltà che attraversa la “casita” spingono
seriamente Vincenza Maria a valutare la
possibilità della creazione di un nuovo Istituto
consacrato a questa missione. A marzo del 1868
segue per otto giorni gli esercizi spirituali al
Monastero della Visitazione. Nonostante la sua
decisione sia presa, desidera la conferma della
sua scelta e fa un serio discernimento per
conoscere la volontà di Dio, sulla fondazione
del futuro Istituto.
Annotta con meticolosa
precisione tutte le impressioni e i sentimenti
che riceve durante queste giornate. Si
conservano alcune pagine, che riflettono la
conclusione del discernimento in rapporto alla
conferma delle soluzioni prese.
Tali conclusioni, nei suoi appunti, appaiono
redatte in due colonne: |
FONDAZIONE
|
|
VANTAGGI |
SVANTAGGI |
|
Una più
evidente gloria di Dio.
Una più grande povertà
Una più grande
mortificazione
delle mie inclinazioni
naturali.
Un grande rischio di
ricevere disprezzo
e indifferenza.
Quanti la
vitupereranno!
Un continuo sforzo.
Un continuo sacrificio.
Una risposta alle necessità del tempo
|
Nessuno |
|
|
La risposta di Vincenza Maria
non lascia alcun dubbio: “ LE GIOVANI HANNO
TRIONFATO!”
|
| |
|
IN
PIENEZZA NELL’OPERA |
|
 |
|
È di nuovo primavera. Dopo i
suoi Esercizi, Vincenza Maria contempla questo
panorama primaverile: un campo immenso i cuoi
bisogni sono molteplici e le possibilità di
semina sono grandi.
Ma tutto rischia di andare
perduto se nessuno è pronto ad avventurarsi al
servizio del Regno. Con un compito concreto:
accompagnare, accogliere, orientare, condividere
la propria vita con le giovani, proiettare la
luce del Vangelo, la cultura e l’amore sulla
realtà di ciascuna di loro.
|
|
|
|
PERCHÉ?
|
|

|
|
Durante la sua infanzia,
Vincenza Maria ha sempre chiesto a suo padre il
perché delle cose incomprensibili… Ora è lei a
spiegargli il perché della sorprendente
decisione che ha preso. Per informarlo dei suoi
progetti scrive la seguente lettera:
Madrid, 28 maggio 1868
“Mio caro papà, non potete immaginare quanto
ci abbiano rallegrato le notizie del
miglioramento della vostra salute. Come voi dite
nella vostra lettera, bisogna aspettare la
totale scomparsa dei dolori per affermare che
una medicina così semplice abbia potuto produrre
effetti miracolosi.
A proposito di quanto mi dite
circa i mio soggiorno, volevo informarvi che il
motivo della mia presenza qui, non è più quello
di essere vicina agli zii, ma quello di
realizzare la mia vocazione.
Vi ho spesso ascoltato dire che
non avreste mai desiderato vedermi senza una
adeguata sistemazione e che uno dei doveri dei
genitori è quello di orientare i propri figli
convenientemente, permettendo ad ognuno di
rispondere alla chiamata di Dio. Questo vostro
desiderio di vedermi sistemata ha come
conseguenza la rinuncia alla mia presenza,
perché i figli abitano raramente con i genitori,
dopo essersi sistemati.
Dovete innanzi tutto convincervi
che io non desidero sposarmi, in quanto Dio mi
spinge ad un modo di vita diverso, libero dai
condizionamenti di questo mondo ed il cui solo
fine è la mia perfezione in Lui e la salvezza
del mio prossimo.
Leggendo queste mie parole, voi
certamente penserete che io stia per annunciarvi
il mio ingresso in un ordine o in un Istituto
religioso e che questa decisione mi porterebbe a
fare dei voti irrinunciabili, che vi farebbero
perdere la speranza di avermi a vostro fianco e
di vedermi facilmente. Sembra, invece, che Dio
voglia da me qualcosa di più facile. Vi
ricordate quando vi ho parlato del mio ardente
desiderio di collaborare con le mie povere forze
alla realizzazione dell’opera delle domestiche?
È questa una scelta personale che mi viene solo
da Dio.
Nel corso degli anni e, con il
parere favorevole di persone competenti, io
penso di diventare membro di una congregazione
femminile che si occupi di quest’opera; di
vivere sottomessa ad una vita di comunità e ad
una regola religiosa, con la missione di
istruire le giovani durante il loro soggiorno in
Istituto; di offrire loro servizi diversi fino a
qual momento assicurati da gente comune.
Un tale progetto sbalordisce più
di uno, e a ragione, se si deve contare solo sui
mezzi umani, ma si tratta di qualcosa che solo
Dio può realizzare utilizzando gli strumenti più
utili per mostrare, così, il Suo potere. È Lui
che decide le cose, perché, senza sapere perché
io sia venuta ad abitare sotto lo stesso tetto
di queste povere giovani, vuole che io mi occupi
di loro, perché le circostanze me lo permettono
e che questa occupazione diventi il fine della
mia vita. Io vi ripeto che si tratta di una cosa
più facile di quelle alle quali avrei potuto
aspirare, perché io non mi impegno in voti
solenni e voi potrete trascorrere con me tutto
il tempo che vorrete. Io stessa potrò essere
laggiù per qualche periodo. Vedete, quale
religiosa disinvolta! Ma ciò non sarà possibile
finché altre persone non si prenderanno cura
del funzionamento. Non in questo momento, in cui
le circostanze fanno sì che la maggior parte
delle cose, per non dire le più essenziali,
dipendano da me.
È per questo, papà, che io penso
che non vi opporrete ai disegni della
Provvidenza, impedendo il bene che si sta
realizzando e che rischia di non prodursi se io
mi assento da qui. So bene che ciò che vi chiedo
o piuttosto ciò che Dio esige, è duro per voi,
ma noi dobbiamo essere maestri di noi stessi per
non agire secondo i nostri gusti e per
sottomettere i nostri desideri alla ragione e la
ragione di Dio.
Papà, siate generoso, fate che,
in questa occasione, si veda la magnanimità del
vostro cuore; guardate le cose nella loro giusta
luce, sappiate ringraziare Dio per la grazia
tutta speciale che vi fa, scegliendo al Suo
sevizio la vostra povera figlia. Se il Signore
stesso vi parlasse e vi dicesse: “Rendimi questa
figlia che ti ho donato, perché ho bisogno di
lei”, avreste il coraggio di rifiutargliela? Non
sareste orgoglioso che Egli si degni di posare i
Suoi occhi su di me? Ebbene, è proprio questo
che ci capita, o invece noi comprendiamo le cose
al rovescio?
Io avrei tante cose da dirvi, ma
vi dico solo che non voglio arrecarvi la minima
sofferenza. Pertanto non potevo fare altrimenti
che dirvi tutto ciò che vi ho scritto. La
possibilità che tutto ciò si trasformi in bene,
peraltro, si trova nelle vostre mani.
Improvvisamente mi balena l’idea
che se voi preferite non rispondermi, io
considererò il vostro silenzio come conferma di
poter restare qui. Vediamo inseguito ciò che Dio
vorrà.
Ricevete un bacio dalla vostra
figlia che vi ama”
Vincenza Maria Lopez y Vicuña
È
convinta che questa sia VOLONTÀ DI DIO. Ne è
convinta e nessuna difficoltà le farà cambiare
idea. |
 |
|
NASCE
L’ISTITUTO
|
|
 |
|
L’Istituto nasce
sulla piccolezza, come tutte le cose di Dio…Per
il suo nuovo Istituto disegna un abito sobrio ed
elegante, e decide chi, fra le signore che
compongono il gruppo, faranno parte
dell’Istituto, la cui nascita è imminente. La
prima comunità delle figlie di Maria Immacolata
si compone di tre membri: Maria Pilar de los
Rios, Maria Patrocinio de Pazos e Vincenza
Maria.
L’11 giugno del
1876, festa della Santissima Trinità, giorno
scelto per la Vestizione, l’Istituto è
ufficialmente inaugurato.
Presiede il
solenne atto, l’immagine della Vergine
Immacolata, Madre di Vincenza Maria, ma ormai
Madre dell’Istituto; centro dell’affetto delle
religiose e delle giovani che col passare degli
anni, verranno ad ingrandire la famiglia di
Vicenza Maria.
La cerimonia è
presieduta da Mons. Sancha, Vescovo ausiliare di
Toledo. L’Istituto sognato è una realtà!
|
|
UN
PASSO DOPO L’ALTRO |
|
 |
|
E, poiché l’Opera
è di Dio, si ingrandisce… Vincenza Maria riceve
lettere di giovani che desiderano unirsi alla
Congregazione che nasce.
Il 16 luglio il
Vescovo inaugura il noviziato. Sin dagli inizi,
tutti gli avvenimenti significativi
dell’Istituto gravitano attorno a Maria che
custodisce la Congregazione nel suo cuore ed
incita le giovani a seguire Gesù.
Questo nuovo
stile di vita religiosa segue un ritmo
accelerato. Le diverse tappe di formazione sono
rispettate, ma attraversate rapidamente, perché
i bisogni sono urgenti. E così l’ingresso al
noviziato delle sei postulanti, che sono lì da
appena un mese, viene celebrato il 15 agosto,
festa dell’ Assunzione.
Il cammino
dell’Istituto, intanto, continua a spianarsi. Le
lettere di incoraggiamento, di congratulazioni
giungono a Vincenza Maria per la riuscita
dell’Opera. |
 |
|
AMORE
E NOVITÀ |
|
 |
|
Lo stile di vita
che Vincenza Maria propone alle sue figlie è
completamente nuovo, improntato a valori
essenziali e che non si stanca mai di ripetere:
la coesione, la vita di famiglia, l’unione,
COMUNITÀ animata da un vero AMORE. “In vista
di ciò [le religiose] devono ricordare di essere
entrate nell’Istituto per abitarvi in unità e
conformità, e per avere un solo cuore e una sola
anima in Dio”.
Lo spirito di
Vincenza Maria si spande sull’Istituto come
rugiada che rinfresca la terra, e fatto realtà
per mezzo di:
LA VOLONTÀ DI
DIO, “Ogni mia
azione non deve avere altro fine se non quello
di compiere la volontà di Dio”
LA CARITÀ,
“La mia più gran gioia è di
contemplarvi infiammate di carità”.
MARIA,
“Pregare la Santissima Vergine
di accogliere la nostra Congregazione sotto il
suo manto”.
AL SERVIZIO DELLE
GIOVANI, “Lavorare
per le giovani senza tener conto dei miei sforzi
per realizzarlo”
OBBEDIENZA,
“Mio dio, insegnami
ad obbedire”.
|
|

|
AMORE E CROCE
|
|

|
|
L’ombra della croce è quasi sempre costante
nella vita di Vincenza Maria… Spesse volte,
ella, ha ripetuto che la sposa del Cristo
Crocifisso deve camminare sulle Sue orme ed
abbracciare la croce dal momento in cui scopre i
segni della sua presenza.
Insieme alla gioia che prova davanti alla
serenità spirituale delle sue figlie e ai
progressi dell’Istituto, appaiono anche i segni
profondi della sofferenza:
La
morte di Donna Maria Eulalia e quella di sua
madre Donna Nicolasa.
Le
molte richieste di nuove fondazioni e la
mancanza di personale per poter dare una
risposta.
I
primi sintomi della sua grave malattia.
La
perdita del capitale
Dio la sosterrà in tutto. La sua sete apostolica
è più grande, e molto più grande delle
difficoltà, e finalmente: la sua grande fede in
Dio ed il suo amore per la gioventù le spianano
il cammino.
Per Vincenza Maria le difficoltà non sono mai un
freno all’amore… al dono di sé… al servizio.
Quando ogni sicurezza umana crolla, la sua
convinzione e la sua certezza che Dio sistemerà
le cose, aumentano e si rinforzano. |
 |
|
PIÙ LONTANO |
|
 |
|
L’amore di
Vincenza Maria è grande, non ha limiti. Il fine
della sua vita non è altro che quello di
compiere la volontà di Dio. Il suo Istituto ha
preso forma dolcemente, senza rumore…con
semplicità… aumenta sempre più il numero delle
giovani che, attratte dall’opera sociale e dalla
spiritualità della nuova Congregazione, chiedono
di entrare a farne parte.
L’avvenire è
carico di promesse… le GIOVANI che è l’OBIETTIVO
della sua missione, sono anche la garanzia
dell’evoluzione futura. Vi saranno sempre
giovani nel mondo… e troveranno sempre una mano
tesa per aiutarle.
Prima del 1890,
cinque case sono aperte in diverse città
spagnole: Saragozza, Jeréz, Barcellona, Burgos e
Madrid che, per essere stata la prima
fondazione, prende il nome di Casa Madre. E dal
1° settembre1886 viene trasferita nella Via de
Fuencarral.
La Chiesa… che ha
visto il suo impegno apostolico, che ha sentito
nascere nel suo seno la forza di un’opera nuova…
e, come una madre piena di tenerezza, accarezza
questo progetto che nasce si ingrandisce al
soffio dello Spirito, sotto la protezione di
Maria. Ed è per questo che si pronuncia e le
viene incontro con il Decreto di Lode nel quale
il Santo Padre, dopo aver “esaminato tutto,
…visto gli obiettivi e i fini che l’Istituto
persegue, si degna di lodarlo e di
raccomandarlo…”. È un evento importante! E
arriva quando la vita di Vincenza Maria è alla
sua battuta finale. Ma è per lei una grande
GIOIA, perché questo Decreto rappresenta un
incoraggiamento, un augurio… il bacio di
benvenuto, la benedizione della Chiesa Madre che
incoraggia a continuare nella strada iniziata
dalla Congregazione.
|
|
ARRIVA LA FINE
|
|

Il tempo passa
senza rallentare la sua corsa… Eccoci già nel
1890. La Madre si prepara ai suoi voti
definitivi che pronunzierà il 31 luglio dello
stesso anno. Il suo dinamismo vitale si
affievolisce. La malattia ha messo le sue radici
e non la lascia più. È sfinita senza forze. La
febbre non la lascia più; si capisce che la fine
è prossima e l’ombra della separazione si
infittisce sempre più.
La Madre si
spegne giorno per giorno. Le suore si rendono
conto che la mancanza di forze le impedisce di
andare in Cappella e, per facilitare il suo
incontro con il Signore nell’Eucaristia,
installano un Oratorio nella camera vicina alla
sua.
Le suore soffrono
e pregano per la guarigione della Madre. Le
giovani sono ansiose di notizie. Cercano di non
pensarci, di non credere, ma il male segue il
suo corso. Vincenza Maria si spegne…ANCHE PER
LEI È UNA SOFFERENZA PARTIRE…lasciarle sole, ma
Dio che le ha chiamate, le aiuterà… ha una
grande fiducia in Dio, Lo ama molto… e ama
molto… |
 |
|
È
PARTITA |
|
 |
|
Fa freddo. È il
26 dicembre del 1890. Nessuno osa dirlo, ma la
Madre se ne va… È giunta alla fine della sua
vita e lo sa bene… La sua esistenza interamente
segnata dall’amore, anche ora che vede la morte
avvicinarsi, mostra i segni di quest’amore… ed è
felice… attende quasi con impazienza che il velo
si strappi per entrare nell’eternità. Tutte le
sue figlie hanno gli occhi fissi verso questa
camera della Via di Fuencarral, dove la Madre si
sta spegnendo lentamente. Vorrebbero essere
tutte al suo fianco…
Nessuno dice
niente, ma Vincenza Maria legge nei loro sguardi
la tristezza, lo sforzo di una serenità
difficile in un momento così doloroso e, quando
l’addio invade l’aria ha paura. Perché? Per le
sue giovani. Non vuole che trascorrano il Natale
nel lutto. Si sovrappone alla stessa fatica e
dice: “Vi raccomando di non sopprimere le
feste per le giovani a causa della mia morte,
anche se le mie spoglie mortali dovessero essere
ancora qui”.
È l’ora! Chi
potrebbe fermare il tempo? Il tic tac
dell’orologio continua il suo movimento ritmico.
La mattinata scorre. Nei gesti della Madre
appare la Pace…È l’ora in cui l’Istituto deve
confermare la sua Fede. Alle 13, 45 reclina
dolcemente la testa ed entra nel riposo eterno.
Aveva solo 43 anni.
È PARTITA… è
entrata nei mari dell’eternità e, di lassù,
benedice e accompagna la sua Congregazione e le
sue giovani. (Cfr. (C. Notario rmi “Un cammino
d’Amore”) |
|

|
|
BEATIFICAZIONE
|
|

|
|
Nella Basilica
Vaticana, il più grande tempio della
Cristianità, il 19 febbraio 1950, durante
pontificato di SS. Papa Pio XII e Generale della
Congregazione la Madre Maria della Redenzione
Navas, ha luogo il solenne atto di
Beatificazione di Vincenza Maria. La Chiesa non
omette dettagli per esaltare la santità. Al
centro dell’altare, il Vescovo che presiede
l’Eucaristia intona il Te Deum. Le note di
ringraziamento risuonano dentro la Basilica e la
moltitudine presente guarda entusiasmata la
Gloria del Bernini, dove calato il velo,
troneggia il quadro raffigurante la Beata
Vincenza Maria López y Vicuña. Le campane
rintoccano a festa, si accendono innumerevoli
lampade e tutto riflette ammirazione e lode per
le virtù di Colei che trascorse la sua vita
facendo del bene.
Nella solenne
cerimonia di Beatificazione i pellegrini
presenti, circa 50.000, vibrano agli accordi di
maestosi Inni:
“Salve, Beata
Madre, Gloriosa
Modello eroico
di virtù cristiana,
Verbo che
insegna, balsamo che sana,
Astro
splendente, delicata rosa”
Sono titoli di
gloria che riassumono le sfumature della sua
vita.
In tutta la
Congregazione e a Cascante, sua città natale
adornata e illuminata, si celebra una “tre
giorni” di ringraziamento con i tipici canti
“dell’aurora”…
“Albeggia già
il solenne dì
colmando di
gloria la nostra città,
questo giorno
o Vergine del Romero
è per Cascante
un giorno impar;
Vincenza Maria
López de Vicuña
Ascende gli
altari in solennità,
la prima donna
di Navarra
beatificata da
Sua Santità.
Celebriamo
questo giorno grande,
giorno di
trionfo per la nostra città,
in questo
giorno il Santo Padre
l’intera
Navarra vuole ossequiar,
perché ci
vuole donar
a Vincenza
Maria López de Vicuña
assisa sugli
altari con solennità” |
 |
|
CANONIZZAZIONE |
|
 |
|
Papa Paolo VI il
25 maggio del 1975 eleva Vincenza Maria López y
Vicuña agli onori degli altari proclamandola
Santa. Il Papa nella sua omelia di
Canonizzazione tra l’altro dice:
“Santa
Vincenza ha sentito, imperiosamente, il richiamo
della carità fatta servizio, qualcosa che la
invita a prodigare la sua attenzione verso la
donna, soprattutto la giovane bisognosa di
attenzioni religiose, assistenza sociale, di
autentica sublimazione cristiana, in una parola,
di promozione nel senso più completo ed elevato
del termine. Una missione, che, con le modalità
che i tempi presentano, costituisce un’esigenza
importante del mondo attuale…
Il Carisma
della Fondatrice ha nel nostro tempo una
singolare vitalità. Lo stesso esige da voi,
religiose di Maria Immacolata, un impegno e un
compromesso: un impegno costante e una autentica
rinnovazione, fissando lo sguardo nella vostra
Santa Madre, per imitare il suo esempio di
perfezione evangelica, centrata nella carità e
alimentata con la adorazione eucaristica e la
devozione alla Santissima Vergine,
caratteristiche specifiche e notevoli della
spiritualità di Vincenza Maria; così come la sua
fedeltà e amore alla Chiesa; in una parola, per
seguire i suoi passi nella vita spirituale e
nella vita apostolica.
Un
compromesso: quello della carità sociale che
costituisce anche l’eredità principale della
vostra Fondatrice. Nei quasi cent’anni di vita,
che bene la vostra Congregazione ha saputo
impiegare questa eredità in favore della
promozione delle giovani, con gioiosa
compiacenza, carissime religiose di Maria
Immacolata, qui presenti e a tutte coloro che,
non sono potute venire fin qui, e che in questi
momenti hanno lo sguardo fisso in questa
assemblea ecclesiale. Coraggio! E sempre
avanti! |
|
|
 
|
|
|
|