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LA VITA: UN DONO

Dono di Dio per i suoi genitori: Don José Maria Maria López e Donna Nicolasa Vicuña… Era primavera. In questo tempo, in questa primavera del 1847, il 22 marzo a Cascante, Navarra in una famiglia profondamente cristiana, riceve il dono della vita Vincenza Maria e lei stessa è un dono…

 

L’INIZIO DI UN CAMMINO

Vivevano a Cascante Don José Maria Garcìa,  sacerdote al quale la famiglia chiamava “il signor zio Don Joaquìn” e Donna Domenica Vicuña, sorella della madre di Vincenza Maria che si prendeva cura dello zio, tutte e due erano padrini di battesimo della bimba, che le fu amministrato 16 ore dopo la nascita, il giorno 23 marzo. Entrambi assumono molto responsabilmente il loro compito cristiano di padrini e influenzano fortemente il suo cammino nella fede.

Con la zia Domenica prende l’abitudine di pregare davanti al Santissimo Sacramento, e fin da molto piccola accompagna in chiesa “il signor zio” . Mentre questi recita il breviario, lei passeggia da un lato all’altro della chiesa, fissando l’attenzione sull’immagine del Cristo flagellato, al quale resterà devota per tutta la vita.

I suoi genitori le dicono che il “signor zio” parla con Dio. Lo loda, recita i Salmi per ringraziarLo e benedirLo. Dio… sempre Dio come costante scenario di fondo della sua vita… lei non comprende il significato di queste cose. Però la sua vita si apre, come un fiore, alla luce… un giorno saprà che è Dio.

 

 IL PRIMO MAESTRO

È intelligente, intuitiva, acuta nelle osservazioni, tenace ed inquieta.  E Don José Maria, che subito comprende le potenzialità della bambina, vuole occuparsi personalmente dell’educazione e della formazione di sua figlia.

La fa sedere su una seggiolina posta sul ripiano della sua scrivania e, mettendosi davanti a lei, cerca  i mezzi più svariati per tenere desta la sua attenzione alle lezioni che le impartisce.

Il binomio padre-maestro sollecita in Vincenza Maria lo sviluppo di una ricettività gioiosa e spontanea e l’aiuta a scoprire il valore di quel metodo educativo individuale e personalizzato, di cui farà largo uso nella sua missione pastorale.

 

 NUOVI SENTIERI

Donna Maria Eulalia, la zia tanto cara a Vincenza Maria, è una dama dell’alta società di Madrid, sposata con Don Manuel de Riega, cavaliere dell’ordine reale di Carlo III e segretario onorario di sua Maestà. Il suo cuore, generoso e sensibile ai bisogni degli altri, è sempre pronto alla ricerca di soluzioni rivolte ad alleviare le sofferenze degli “ultimi”. Suo fratello Manuel Maria Vicuña, che ha consacrato la sua vita al servizio dei poveri, la comprende benissimo ed incoraggia le sue iniziative.

Appartiene al gruppo dei fondatori della Congregazione della Dottrina Cristiana, sorta a Madrid nel 1842: un’associazione laica, i cui membri, animati da un grande desiderio di apostolato, dedicano una parte del loro tempo a visitare e ad insegnare il catechismo ai bambini ammalati dell’Ospedale Generale prima,  e più tardi nell’Ospedale di San Giovanni di Dio. È in questo Ospedale dove sentono la necessità di allargare il loro campo di azione anche agli adulti.

Così Donna Maria Eulalia entra in contatto con i bisogni della gioventù femminile, che prende posto nel suo cuore. Sorgono in lei alcuni interrogativi: Come aiutare le giovani che hanno bisogno di tutto? Dove trovare un alloggio per accoglierle? Quando…e con quali mezzi?

 

“AFFITTASI APPARTAMENTO”

È l’8 dicembre 1853. Donna Maria Eulalia, mentre percorre la “Calle de Lucientes”, legge su un cartello “Affittassi Appartamento”.

Immediatamente comprende che quello è il segno di Dio che le mostra “dove comincerà la sua opera”. Senza perdere tempo avvia le pratiche per affittare l’appartamento. Firma il contratto e colloca tre letti che vengono subito occupati da tre ragazze dimesse dall’Ospedale, e contatta anche una signora che si prenderà cura di loro.

La semplicità e le dimensioni ridotte dell’appartamento, gli conferiscono l’appellativo di “CASITA”, che sarà luogo di incontro per le giovani; dove vengono accolte e orientate, e poi sistemate presso famiglie fidate

PRIMO INCONTRO

Vincenza Maria ha solo 7 anni, è la prima volta che lascia Navarra per andare a Madrid. Non può ancora immaginare che è là che il Signore l’attende e che Madrid e Cascante diventeranno, nel tempo, i punti estremi di un cammino disseminato di amore, di progetti, di prove. Esperienze fondamentali per la sua vita.

Ma questo ce lo dirà la storia. Per il momento, l’itinerario dei nostri viaggiatori si conclude con il felice incontro tra le due famiglie. D’ora in poi la relazione zia-nipote sarà contraddistinta da: affetto sincero, comprensione reciproca, rispetto e confidenza.

 

A MADRID, PER STUDIARE

Preparano il suo avvenire come un concerto a quattro mani… Nelle lettere che si incrociano tra Madrid e Cascante si parla esclusivamente degli studi di Vincenza Maria. I suoi genitori e i suoi zii desiderano per lei un’educazione adeguata alla sua condizione sociale, che le prepari un avvenire brillante. Il 24 dicembre del 1857, Vincenza Maria lascia Cascante.

Il suo arrivo riempie di gioia gli zii che hanno tanto sognato questo momento, che hanno fatto tanti progetti per lei. Si mettono alla ricerca di un collegio per la piccola. Pensano dapprima alla Visitazione… poi alle Carmelitane, ma nessun collegio li soddisfa pienamente. Finalmente, con l’accordo di tutti, decidono di trovare dei professori di francese e di pianoforte che possano impartire delle lezioni a Vincenza Maria a casa degli zii.

La zia Donna Eulalia completerà la formazione della nipotina mediante un orario, nel quale, in ogni istante della giornata, trovi spazio un’occupazione. Spera, di forgiare, in questo modo, la volontà della piccola e di abituarla a compiere il suo dovere con serietà e responsabilità

 UN NUOVO GIORNO

 Tra i tredici e i quindi anni, Vincenza Maria si addentra nell’avventura della vita. Vive intensamente il risveglio dell’adolescenza, scopre nuovi orizzonti. Una nuova linfa percorre le sue vene.

Le sue relazioni si moltiplicano considerevolmente a contatto con le sue compagne di classe, dopo la decisione di iscriverla al collegio di S. Luigi dei Francesi.

In questa nuova primavera si trova di fronte a se stessa e vuole entrare in contatto con gli altri. Esce da un sogno ed entra in sintonia con un nuovo stile di vita, con un nuovo genere di letture, più romantico, più consono allo slancio che cresce in lei e che le dona dinamismo. Considera la vita bella, molto bella… Le piace curare il suo aspetto e mostrare i suoi nuovi vistiti…Prova passione per  la lingua francese…

Il tempo passa. Sono già tre anni che Vincenza Maria è a Madrid. È giunta bambina, ora è una giovinetta e sente il desiderio di rivedere i suoi genitori e stare con loro per qualche tempo

 

 ARCOBALENO

L’animo di Vincenza Maria, brilla come un fascio di luce: un arcobaleno colora ed avvolge la sua personalità. Il suo gusto e il suo talento rivelano un temperamento di artista. I pennelli, la penna, la musica, l’arte drammatica le sono familiari. È molto socievole e ha una gran capacità di relazione.

A Cascante cercava altri bambini con cui condividere le sue esperienze, le sue conoscenze… e a Madrid, oltre le amicizie del collegio francese, le figlie di Lartiga ed altre ragazze le sono amiche nel senso più vero del termine perché le sue qualità e il suo cuore si confanno ad una amicizia profonda.

AMICIZIA: che supera l’incomunicabilità.

AMICIZIA: che ogni mattina offre nuovi sentimenti gioiosi.

AMICIZIA: che si apre in ogni istante al Signore, che la rende possibile.

AMICIZIA:  infine, che dura per sempre, perché non nasce né si alimenta di valori effimeri,   ma dell’essenziale.

 

  IN LIBERTÀ

Verso i 15 anni un’aria nuova , pacata, soffia sulla vita di Vincenza Maria. Siamo nel 1862, poco a poco si delinea  il profilo di una giovane ricca di valori, di umanità, di comprensione, di semplicità… Di sensibilità, prova un gran desiderio di fare il bene e  di impegnarsi al servizio degli altri.

Da questo momento si precisa in maniera inequivocabile il coinvolgimento e l’impegno cristiano della sua vita. La ricerca costante di tutto ciò che piace a Dio, la volontà di trovare la vocazione alla quale Egli la chiama e soprattutto la sua sensibilità e la sua delicatezza sono la tela di fondo di questi  momenti di felicità spirituale, di travaglio interiore, …ed hanno come conseguenza una GIOVANE :

            LIBERA, con grandi ideali.

            SENSIBILE all’AMORE  E ALLA BELLEZZA  CHE HA SCOPERTO INFINITI.

            DISPONIBILE ad accettare e realizzare la volontà di Dio, dove le si manifesti.

Dai 15 ai 20 anni compie, con la zia, frequenti e costanti visite all’Ospedale, per collaborare con lei soprattutto nel lavoro con le giovani. D’ora in poi, raggiunto un accordo fra genitori e zii, Vincenza Maria resterà a Madrid da ottobre a giugno e trascorrerà le vacanze a Cascante. È in questo periodo che organizza una scuola domenicale per le ragazze povere e senza istruzione.

Semina instancabilmente… Cerca continuamente tutte le soluzioni possibili per aiutare le giovani

 

     NO AL MATRIMONIO

A 19 anni, quando la sua formazione è completa e la sua bellezza attira l'attenzione del Re Francesco di Assisi, in visita a Cascante, i suoi genitori pensano che giunto il momento di raccogliere i frutti che hanno seminato con tanti sacrifici. e presi dai loro sogni, vedono Vincenza Maria sposata ad un grande e nobile personaggio, degno del suo rango, padrona di casa e madre di tanti bambini... Ci sono delle lettere nelle quali Don José Maria esprime chiaramente a sua figlia, il suo desiderio di vedersi circondato da nipotini.

 

Ma lei non pronuncia una parola sul suo avvenire e sulla sua scelta di vita;Non sembra preoccupata di ciò che potrebbe accadere tra qualche anno.

 

I suoi genitori, informati che molti giovani desiderano sposare Vincenza Maria, ... bisogna parlare con lei... D. José Maria confida la missione a Donna Fernanda, una delle sue cugine. Dª. Mª. Fernanda che la conosce bene... La risposta non si fa attendere. La sua decisione è gia presa. Ella le risponde con semplicità e dolcezza: "zia cara, né con un Re, né con un Santo".

     L'ECO DELLA SUA VOCE

Vincenza Maria penetra profondamente nella vita spirituale attratta da Dio stesso. Vive un crescente processo di fedeltà basato sull'AMORE, la DISPONIBILITÀ, e la FORZA DELLA PAROLA del Signore.

 

Vincenza Maria è felice e si lascia condurre... si abbandona. Ci sono ancora alcuni dettagli da precisare: non sa né quando, né come si realizzerà la sua vocazione; sa soltanto e con chiarezza, che il SUO NOME È STATO PRONUNCIATO DAL SIGNORE e che il SEGUIMI per lei, non è solo un invito, ma una forza che la attira irresistibilmente a LUI.

 

    OBIETTIVO: “LA GIOVANE”

    La constatazione delle difficoltà che attraversa la “casita” spingono seriamente Vincenza Maria a valutare la possibilità della creazione di un nuovo Istituto consacrato a questa missione. A marzo del 1868 segue per otto giorni gli esercizi spirituali al Monastero della Visitazione. Nonostante la sua decisione sia presa,  desidera la conferma della sua scelta e fa un serio discernimento per conoscere la volontà di Dio, sulla fondazione del futuro Istituto.

Annotta con meticolosa precisione tutte le impressioni e i sentimenti che riceve durante queste giornate. Si conservano alcune pagine, che riflettono la conclusione  del discernimento in rapporto alla conferma delle soluzioni prese.

Tali conclusioni, nei suoi appunti, appaiono redatte in due colonne:

FONDAZIONE

        VANTAGGI

SVANTAGGI

Una più evidente gloria di Dio.

Una più grande povertà

Una più grande mortificazione

delle mie inclinazioni naturali.

Un grande rischio di ricevere disprezzo

e indifferenza.

Quanti la vitupereranno! 

Un continuo sforzo.

Un continuo sacrificio.

Una risposta alle necessità del tempo

 

Nessuno

La risposta di Vincenza Maria non lascia alcun dubbio: “ LE GIOVANI HANNO TRIONFATO!”

 

IN PIENEZZA NELL’OPERA

È di nuovo primavera. Dopo i suoi Esercizi, Vincenza Maria contempla questo panorama primaverile: un campo immenso i cuoi bisogni sono molteplici e le possibilità di semina sono grandi.

Ma tutto rischia di andare perduto se nessuno è pronto ad avventurarsi al servizio del Regno. Con un compito concreto: accompagnare, accogliere, orientare, condividere la propria vita con le giovani, proiettare la luce del Vangelo, la cultura e l’amore sulla realtà di ciascuna di loro.

 

PERCHÉ?

Durante la sua infanzia, Vincenza Maria ha sempre chiesto a suo padre il perché delle cose incomprensibili… Ora è lei a spiegargli il perché della sorprendente decisione che ha preso. Per informarlo dei suoi progetti scrive la seguente lettera:

Madrid, 28 maggio 1868

“Mio caro papà, non potete immaginare quanto ci abbiano rallegrato le notizie del miglioramento della vostra salute. Come voi dite nella vostra lettera, bisogna aspettare la totale scomparsa dei dolori per affermare che una medicina così semplice abbia potuto produrre effetti miracolosi.

A proposito di quanto mi dite circa i mio soggiorno, volevo informarvi che il motivo della mia presenza qui, non è più quello di essere vicina agli zii, ma quello di realizzare la mia vocazione.

Vi ho spesso ascoltato dire che non avreste mai desiderato vedermi senza una adeguata sistemazione e che uno dei doveri dei genitori è quello di orientare i propri figli convenientemente, permettendo ad ognuno di rispondere alla chiamata di Dio. Questo vostro desiderio di vedermi sistemata ha come conseguenza la rinuncia alla mia presenza, perché i figli abitano raramente con i genitori, dopo essersi sistemati.

Dovete innanzi tutto convincervi che io non desidero sposarmi, in quanto Dio mi spinge ad un modo di vita diverso, libero dai condizionamenti di questo mondo ed il cui solo fine è la mia perfezione in Lui e la salvezza del mio prossimo.

Leggendo queste mie parole, voi certamente penserete che io stia per annunciarvi il mio ingresso in un ordine o in un Istituto religioso e che questa decisione mi porterebbe a fare dei voti irrinunciabili, che vi farebbero perdere la speranza di avermi a vostro fianco e di vedermi facilmente. Sembra, invece, che Dio voglia da me qualcosa di più facile.  Vi ricordate quando vi ho parlato del mio ardente desiderio di collaborare con le mie povere forze alla realizzazione dell’opera delle domestiche? È questa una scelta personale che mi viene solo da Dio.

Nel corso degli anni e, con il parere favorevole di persone competenti, io penso di diventare membro di una congregazione femminile che si occupi di quest’opera; di vivere sottomessa ad una vita di comunità e ad una regola religiosa, con la missione di istruire le giovani durante il loro soggiorno in Istituto; di offrire loro servizi diversi fino a qual momento assicurati da gente comune.

Un tale progetto sbalordisce più di uno, e a ragione, se si deve contare solo sui mezzi umani, ma si tratta di qualcosa che solo Dio può realizzare utilizzando gli strumenti più utili per mostrare, così, il Suo potere. È Lui che decide le cose, perché, senza sapere perché io sia venuta ad abitare sotto lo stesso tetto di queste povere giovani, vuole che io mi occupi di loro, perché le circostanze me lo permettono e che questa occupazione diventi il fine della mia vita. Io vi ripeto che si tratta di una cosa più facile di quelle alle quali avrei potuto aspirare, perché io non mi impegno in voti solenni e voi potrete trascorrere con me tutto il tempo che vorrete. Io stessa potrò essere laggiù per qualche periodo. Vedete, quale religiosa disinvolta! Ma ciò non sarà possibile finché altre persone non   si prenderanno cura del funzionamento. Non in questo momento, in cui le circostanze fanno sì che la maggior parte delle cose, per non dire le più essenziali, dipendano da me.

È per questo, papà, che io penso che non vi opporrete ai disegni della Provvidenza, impedendo il bene che si sta realizzando e che rischia di non prodursi se io mi assento da qui. So bene che ciò che vi chiedo o piuttosto ciò che Dio esige, è duro per voi, ma noi dobbiamo essere maestri di noi stessi per non agire secondo i nostri gusti e per sottomettere i nostri desideri alla ragione e la ragione di Dio.

Papà, siate generoso, fate che, in questa occasione, si veda la magnanimità del vostro cuore; guardate le cose nella loro giusta luce, sappiate ringraziare Dio per la grazia tutta speciale che vi fa, scegliendo al Suo sevizio la vostra povera figlia. Se il Signore stesso vi parlasse e vi dicesse: “Rendimi questa figlia che ti ho donato, perché ho bisogno di lei”, avreste il coraggio di rifiutargliela? Non sareste orgoglioso che Egli si degni di posare i Suoi occhi su di me? Ebbene, è proprio questo che ci capita, o invece noi comprendiamo le cose al rovescio?

Io avrei tante cose da dirvi, ma vi dico solo che non voglio arrecarvi la minima sofferenza. Pertanto non potevo fare altrimenti che dirvi tutto ciò che vi ho scritto. La possibilità che tutto ciò si trasformi in bene, peraltro, si trova nelle vostre mani.

Improvvisamente mi balena l’idea che se voi preferite non rispondermi, io considererò il vostro silenzio come conferma di poter restare qui. Vediamo inseguito ciò che Dio vorrà.

Ricevete un bacio dalla vostra figlia che vi ama”

                                                            Vincenza Maria Lopez y Vicuña

 

È convinta che questa sia VOLONTÀ DI DIO. Ne è convinta e nessuna difficoltà le farà cambiare idea.

 NASCE L’ISTITUTO

L’Istituto nasce sulla piccolezza, come tutte le cose di Dio…Per il suo nuovo Istituto disegna un abito sobrio ed elegante, e decide chi, fra le signore che compongono il gruppo, faranno parte dell’Istituto, la cui nascita è imminente. La prima comunità delle figlie di Maria Immacolata si compone di tre membri: Maria Pilar de los Rios, Maria Patrocinio de Pazos e Vincenza Maria.

L’11 giugno del 1876, festa della Santissima Trinità, giorno scelto per la Vestizione,  l’Istituto è ufficialmente inaugurato.

Presiede il solenne atto, l’immagine della Vergine Immacolata, Madre di Vincenza Maria, ma ormai Madre dell’Istituto; centro dell’affetto delle religiose e delle giovani che col passare degli anni, verranno ad ingrandire la famiglia di Vicenza Maria.

La cerimonia è presieduta da Mons. Sancha, Vescovo ausiliare di Toledo. L’Istituto sognato è una realtà!

 

 UN PASSO DOPO L’ALTRO

E, poiché l’Opera è di Dio, si ingrandisce… Vincenza Maria riceve lettere di giovani che desiderano unirsi alla Congregazione che nasce.

Il 16 luglio il Vescovo inaugura il noviziato. Sin dagli inizi, tutti gli avvenimenti significativi dell’Istituto gravitano attorno a Maria che custodisce la Congregazione nel suo cuore ed incita le giovani a seguire Gesù.

Questo nuovo stile di vita religiosa segue un ritmo accelerato. Le diverse tappe di formazione sono rispettate, ma attraversate rapidamente, perché i bisogni sono urgenti.  E così l’ingresso al noviziato delle sei postulanti, che sono lì da appena un mese, viene celebrato il 15 agosto, festa dell’ Assunzione.

Il cammino dell’Istituto, intanto, continua a spianarsi. Le lettere di incoraggiamento, di congratulazioni giungono a Vincenza Maria per la riuscita dell’Opera.

 AMORE E NOVITÀ

Lo stile di vita che Vincenza Maria propone alle sue figlie è completamente nuovo, improntato a valori essenziali e che non si stanca mai di ripetere: la coesione, la vita di famiglia, l’unione, COMUNITÀ animata da un vero AMORE. “In vista di ciò [le religiose] devono ricordare di essere entrate nell’Istituto per abitarvi in unità e conformità, e per avere un solo cuore e una sola anima in Dio”.

Lo spirito di Vincenza Maria si spande sull’Istituto come rugiada che rinfresca la terra, e fatto realtà per mezzo di:

LA VOLONTÀ DI DIO, “Ogni mia azione non deve avere altro fine se non quello di compiere la volontà di Dio”

LA CARITÀ, “La mia più gran gioia è di contemplarvi infiammate di carità”.

MARIA, “Pregare la Santissima Vergine di accogliere la nostra Congregazione sotto il suo manto”.

AL SERVIZIO DELLE GIOVANI, “Lavorare per le giovani senza tener conto dei miei sforzi per realizzarlo”

OBBEDIENZA, “Mio dio, insegnami ad obbedire”.

AMORE E CROCE

L’ombra della croce è quasi sempre costante nella vita di Vincenza Maria… Spesse volte, ella, ha ripetuto che la sposa del Cristo Crocifisso deve camminare sulle Sue orme ed abbracciare la croce dal momento in cui scopre i segni della sua presenza.

Insieme alla gioia che prova davanti alla serenità spirituale delle sue figlie e ai progressi dell’Istituto, appaiono anche i segni profondi della sofferenza:

La morte di Donna Maria Eulalia e quella di sua madre Donna Nicolasa.

Le molte richieste di nuove fondazioni e la mancanza di personale per poter dare una risposta.

I primi sintomi della sua grave malattia.

La perdita del capitale

Dio la sosterrà in tutto. La sua sete apostolica è più grande, e molto più grande delle difficoltà, e finalmente: la sua grande fede in Dio ed il suo amore per la gioventù le spianano il cammino.

Per Vincenza Maria le difficoltà non sono mai un freno all’amore… al dono di sé… al servizio. Quando ogni sicurezza umana crolla, la sua convinzione e la sua certezza che Dio sistemerà le cose, aumentano e si rinforzano.

   PIÙ LONTANO

L’amore di Vincenza Maria è grande, non ha limiti. Il fine della sua vita non è altro che quello di compiere la volontà di Dio.  Il suo Istituto ha preso forma dolcemente, senza rumore…con semplicità… aumenta sempre più il numero delle giovani che, attratte dall’opera sociale e dalla spiritualità della nuova Congregazione, chiedono di entrare a farne parte.

L’avvenire è carico di promesse… le GIOVANI che è l’OBIETTIVO della sua missione, sono anche la garanzia dell’evoluzione futura. Vi saranno sempre giovani nel mondo… e troveranno sempre una mano tesa per aiutarle.

Prima del 1890, cinque case sono aperte in diverse città spagnole: Saragozza, Jeréz, Barcellona, Burgos e Madrid che, per essere stata la prima fondazione, prende il nome di Casa Madre. E dal 1° settembre1886 viene trasferita nella Via de Fuencarral.

La Chiesa… che ha visto il suo impegno apostolico, che ha sentito nascere nel suo seno la forza di un’opera nuova… e, come una madre piena di tenerezza, accarezza questo progetto che nasce si ingrandisce al soffio dello Spirito, sotto la protezione di Maria. Ed è per questo che si pronuncia e le viene incontro con il Decreto di Lode nel quale il Santo Padre, dopo aver “esaminato tutto, …visto gli obiettivi e i fini che l’Istituto persegue, si degna di lodarlo e di raccomandarlo…”.  È un evento importante! E arriva quando la vita di Vincenza Maria è alla sua battuta finale. Ma è per lei una grande GIOIA, perché questo Decreto rappresenta un incoraggiamento, un augurio… il bacio di benvenuto, la benedizione della Chiesa Madre che incoraggia a continuare nella strada iniziata dalla Congregazione.

 

ARRIVA LA FINE

Il tempo passa senza rallentare la sua corsa… Eccoci già nel 1890. La Madre si prepara ai suoi voti definitivi che pronunzierà il 31 luglio dello stesso anno. Il suo dinamismo vitale si affievolisce. La malattia ha messo le sue radici e non la lascia più. È sfinita senza forze. La febbre non la lascia più; si capisce che la fine è prossima e l’ombra della separazione si infittisce sempre più.

La Madre si spegne giorno per giorno. Le suore si rendono conto che la mancanza di forze le impedisce di andare in Cappella e, per facilitare il suo incontro con il Signore nell’Eucaristia, installano un Oratorio nella camera vicina alla sua.

Le suore soffrono e pregano per la guarigione della Madre. Le giovani sono ansiose di notizie. Cercano di non pensarci, di non credere, ma il male segue il suo corso. Vincenza Maria si spegne…ANCHE PER LEI È UNA SOFFERENZA PARTIRE…lasciarle sole, ma Dio che le ha chiamate, le aiuterà… ha una grande fiducia in Dio, Lo ama molto… e ama molto…

  È PARTITA

Fa freddo. È il 26 dicembre del 1890. Nessuno osa dirlo, ma la Madre se ne va… È giunta alla fine della sua vita e lo sa bene… La sua esistenza interamente segnata dall’amore, anche ora che vede la morte avvicinarsi, mostra i segni di quest’amore… ed è felice… attende quasi con impazienza che il velo si strappi per entrare nell’eternità. Tutte le sue figlie hanno gli occhi fissi verso questa camera della Via di Fuencarral, dove la Madre si sta spegnendo lentamente. Vorrebbero essere tutte al suo fianco…

Nessuno dice niente, ma Vincenza Maria legge nei loro sguardi la tristezza, lo sforzo di una serenità difficile in un momento così doloroso e, quando l’addio invade l’aria ha paura. Perché? Per le sue giovani. Non vuole che trascorrano il Natale nel lutto. Si sovrappone alla stessa fatica e dice: “Vi raccomando di non sopprimere le feste per le giovani a causa della mia morte, anche se le mie spoglie mortali dovessero essere ancora qui”.

È l’ora! Chi potrebbe fermare il tempo? Il tic tac dell’orologio continua il suo movimento ritmico. La mattinata scorre. Nei gesti della Madre appare la Pace…È l’ora in cui l’Istituto deve confermare la sua Fede. Alle 13, 45 reclina dolcemente la testa ed entra nel riposo eterno.  Aveva solo 43 anni.

È PARTITA… è entrata nei mari dell’eternità e, di lassù, benedice e accompagna la sua Congregazione e le sue giovani. (Cfr. (C. Notario rmi “Un cammino d’Amore”)

 BEATIFICAZIONE

Nella Basilica Vaticana, il più grande tempio della Cristianità, il 19 febbraio 1950, durante pontificato di SS. Papa Pio XII e Generale della Congregazione la Madre Maria della Redenzione Navas, ha luogo il solenne atto di Beatificazione di Vincenza Maria. La Chiesa non omette dettagli per esaltare la santità. Al centro dell’altare, il Vescovo che presiede l’Eucaristia intona il Te Deum. Le note di ringraziamento risuonano dentro la Basilica e la moltitudine presente guarda entusiasmata la Gloria del Bernini, dove calato il velo, troneggia il quadro raffigurante la Beata Vincenza Maria López y Vicuña. Le campane rintoccano a festa, si accendono innumerevoli lampade e tutto riflette ammirazione e lode per le virtù di Colei che trascorse la sua vita facendo del bene.

Nella solenne cerimonia di Beatificazione i pellegrini presenti, circa 50.000, vibrano agli accordi di maestosi Inni: 

“Salve, Beata Madre, Gloriosa

Modello eroico di virtù cristiana,

Verbo che insegna, balsamo che sana,

Astro splendente, delicata rosa”

 

Sono titoli di gloria che riassumono le sfumature della sua vita.

In tutta la Congregazione e a Cascante, sua città natale adornata e illuminata, si celebra una “tre giorni” di ringraziamento con i tipici canti “dell’aurora”…

 

“Albeggia già il solenne dì

colmando di gloria la nostra città,

questo giorno o Vergine del Romero

è per Cascante un giorno impar;

Vincenza Maria López de Vicuña

Ascende gli altari in solennità,

la prima donna di Navarra

beatificata da Sua Santità.

 

Celebriamo questo giorno grande,

giorno di trionfo per la nostra città,

in questo giorno il Santo Padre

l’intera Navarra vuole ossequiar,

perché ci vuole donar

a Vincenza Maria López de Vicuña

assisa sugli altari con solennità”

  CANONIZZAZIONE

Papa Paolo VI il 25 maggio del 1975 eleva Vincenza Maria López y Vicuña agli onori degli altari proclamandola Santa. Il Papa nella sua omelia di Canonizzazione tra l’altro dice:

Santa Vincenza ha sentito, imperiosamente, il richiamo della carità fatta servizio, qualcosa che la invita a prodigare la sua attenzione verso la donna, soprattutto la giovane bisognosa di attenzioni religiose, assistenza sociale, di autentica sublimazione cristiana, in una parola, di promozione nel senso più completo ed elevato del termine. Una missione, che, con le modalità che i tempi presentano, costituisce un’esigenza importante del mondo attuale…

Il Carisma della Fondatrice ha nel nostro tempo una singolare vitalità. Lo stesso esige da voi, religiose di Maria Immacolata, un impegno e un compromesso: un impegno costante e una autentica rinnovazione, fissando lo sguardo nella vostra Santa Madre, per imitare il suo esempio di perfezione evangelica, centrata nella carità e alimentata con la adorazione eucaristica e la devozione alla Santissima Vergine, caratteristiche specifiche e notevoli della spiritualità di Vincenza Maria; così come la sua fedeltà e amore alla Chiesa; in una parola, per seguire i suoi passi nella vita spirituale e nella vita apostolica.

Un compromesso: quello della carità sociale che costituisce anche l’eredità principale della vostra Fondatrice. Nei quasi cent’anni di vita, che bene la vostra Congregazione ha saputo impiegare questa eredità in favore della promozione delle giovani, con gioiosa compiacenza, carissime religiose di Maria Immacolata, qui presenti e a tutte coloro che, non sono potute venire fin qui, e che in questi momenti hanno lo sguardo fisso in questa assemblea ecclesiale. Coraggio! E sempre avanti!

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